Rivoluzione metrica nella poesia di Ungaretti, i fiumi?
Answer:
ungaretti è un poeta ermetico, il pensiero dell'anima è espresso in pochissime parole che poi, analizzandole, esprimono una marea di concetti... la rivoluzione metrica sta nel fatto che vengono aboliti la punteggiatura e le poche parole che scrive non seguono più le regole convenzionali; i fiumi vengono scritti mentre si trovava nella trincea, durante le 4 battaglie dell'Isonzo, e descrive un momento di "pausa" durante il quale i soldati andavano nei piccoli fiumicelli rurali per rinfrescarsi e per riposare, quel poco che si poteva. la rivoluziome metrica in fin dei conti non è nulla di così eccezzionale, semplicemente il buon Giuseppe Ungaretti scriveva quello che gli veniva in mente, senza preconcetti. Si direbbe che la sua poetica secca e concisa è stata forgiata dagli orrori della guerra. Non ci sono miti o eroi da celebrare, di fronte ai morti e alle guerre non ci sono troppe parole da esprimere. L'assenza di punteggiature, le parole che si susseguono l'una dopo l'altra, i brevi versi che sono tutta una similitudine... servono ad Ungaretti per comunicare l'alienazione dell'uomo e di conseguenza la sua sensazione di non riuscire a comunicare col prossimo. Buona fortunaaaa!!!
RIVOLUZIONE METRICA PERCHE' DURANTE LA PRIMA GUERRA MONDIALE NON AVEVI MOLTO TEMPO DI EFETTUARE UN APOESIA PER BENE SE SOPRATTUTTO SEI UN SOLDATO, ALLORA UNGARETI INFATTI NON USAVA PUNTI, VIRGOLE, E METTEVA PAROLE CHE POSSONO SOTITUIRE ALTRE PAROLE....NEI FIUMI SO CHE LUI SI RIVEDE TRAMITE I FIUMI DELLA SUA VITA LA SUA STESSA VITA PASSATA E NEL FRATTEMPO SI SENTE COME QUEI PANNI SPORCHI APPESI PERCHE' LA GUERRA PORTA A CIO'
La rivoluzione metrica operata da Ungaretti parte dalla critica e dalla successiva demolizione del verso tradizionale.
Schematicamente si può dire che la distruzione del verso ha un duplice scopo:
1. eliminare la musicalità della metrica tradizionale, che non può adattarsi ai temi drammatici della guerra.
2. mettere in rilievo la singola parola in tutta la sua potenza semantica e fonica.
Per Ungaretti gli schemi metrici fissati dalla tradizione costituiscono una prigione in cui non è più possibile esprimersi. E così il poeta non può accettare una forma come il sonetto, che lo costringe non solo ad impiegare versi della stessa lunghezza, ma anche ad un rigido impianto strofico e ad un preciso schema delle rime. E ugualmente rifiuta l’endecasillabo sciolto, che pure è libero dagli obblighi di rima, ma pur sempre costringe ad un’unica misura e, soprattutto, ad un ritmo solo relativamente variabile.
Quindi l’unica soluzione è creare una forma metrica ed un ritmo adatto alle singole occasioni.
Per Ungaretti l’ispirazione deve dettare anche la propria misura espressiva. In questa maniera è possibilire ritrovare il significato autentico della singola parola, che spesso costituisce da sola un intero verso.
Ne I FIUMI Ungaretti ci presenta al verso 26 un’altra parola isolata.
E come un beduino
mi sono chinato a ricevere
il sole
Anche qui l’intuizione è assai felice, tanto che ci sembra quasi di poter percepire la luce della stella, che brilla così isolata dal resto e, soprattutto, al termine della strofa.
La distruzione della metrica tradizionale è un’operazione condotta da Ungaretti con grande convinzione e decisione. Ma nella mente e nella sensibilità artistica del poeta certo doveva essere sempre ben presente il ritmo e la musicalità del verso della tradizione poetica italiana. E così, come ha notato più di un suo lettore, spesso tra i versicoli affiorano ricordi delle strutture metriche precedenti. Molti dei brevi versi ungarettiani possono essere letti come versi tradizionali spezzati.
Ne I FIUMI troviamo un regolarissimo endecasillabo a maiore disposto su due versi:
"E come una reliquia / ho riposato"
Rispondere all'alberino dall'utente, la precisione del soddisfare della garanzia di QnAit.com non